Ridare un volto a Caterina Butes. La vera Gioconda: di origini caraibiche, arrivò in Italia nel 1448,

Le origini di Butes


Per secoli il sorriso della Monna Lisa ha nascosto un segreto: non è Lisa Gherardini, ma Caterina Butes, la madre che ha cresciuto Leonardo da Vinci. Un’identità celata nei codici semantici dei dipinti, nei paesaggi, nei simboli e nel nome stesso “Butes” dalla fonetica Arawaki significa Blu il colore del mare.
Le vere origini: nata a Carriacou, isola delle tartarughe (Piccole Antille)
Caterina nacque nell’isola chiamata Caraciu (oggi Carriacou, nelle Grenadine, Piccole Antille). Il nome deriva dalla fonetica Arawak-Taíno/Kalinago: “kara-ku” o “caracou” significa “tartaruga” o “carapace”, simbolo di maternità cosmica, protezione e continuità della vita.

La Gioconda (Caterina Butes) , Leonardo mitigò nell’ abito il suo nome delle origini BUTES
La Vergine delle rocce , Leonardo da Vinci.
Il richiamo subliminale della traccia dell’isola delle origini di Caterina Carriacou. (sovrapposizione geografica comparativa)
Sovrapposizione dell tartaruga , Leonardo traccia nella forma della grotta e nel drappo della vergine  una tartaruga di mare, simbolo Taino della madre universale
L’ isola da origine alla forma dell’ impianto iconografico , simbolo celebrativo della madre Caterina


Non era una contadina toscana (Caterina Buti del Vacca) né una schiava circassa, come vuole la storiografia ufficiale o alcune ipotesi errate. Era una giovane indigena delle “nuove terre”, le Americhe-Antille ancora inesplorate ufficialmente nel XV secolo, con tratti fenotipici  dei popoli Taíno/Arawak: pelle olivastra calda, capelli scuri mossi, zigomi morbidi, occhi penetranti e labbra carnose.

Il volto originale del dipinto la “Gioconda”
Elaborazione del volto con tratti più giovanili

Caterina era figlia di quel mondo caraibico precolombiano, rapita e portata via dalla sua isola.
L’arrivo in Italia fu nel 1448 durante le prime navigazioni segrete.

Caterina, quindicenne, fu importata dalla sua isola Carriacou durante i primissimi viaggi esplorativi organizzati in segreto (coinvolgendo famiglie potenti come i De Medici e i Malatesta). Le rotte atlantiche erano già attive ben prima di Colombo (1492), ma tenute nascoste per motivi politici ed economici, (La cavalcata dei Magi di Benozzo Gozzoli).
Portata in Toscana, divenne la madre putativa di Leonardo, nato nel 1451 da madre Dianora Tornabuoni, cresciuto da Caterina con affetto profondo. Morì anni dopo (intorno al 1493 o poco oltre), e Leonardo la ritrasse post mortem, come la ricordava: a circa 58 anni, idealizzata ma con tratti fisionomici percepibili scientificamente, il volto che tutti conosciamo come Monnalisa o Gioconda.


Il ritratto scientifico vs idealizzazione leonardesca.


Dal punto di vista fisionomico, il volto della Gioconda conserva elementi coerenti con una donna caraibica indigena di mezza età:
Pelle calda, olivastra (non europea pallida).
Capelli scuri, volume naturale.
Sguardo diretto, malinconico.
Sorriso sereno, labbra piene.
Leonardo però idealizza: leviga la pelle, allunga il collo, rende simmetrica la perfezione. È un ritratto di memoria affettiva, non fotografico: la madre diventa icona universale.


Le ricostruzioni del volto.

Per avvicinarsi al volto reale di Caterina
ho elaborato centinaia di immagini con intelligenza artificiale, e interventi applicativi manuali, partendo dal dipinto originale e applicando correzioni basate sulle diverse descrizioni:
L’età   presunta del ritratto di 58 anni.
Tratti Taíno/Arawak delle Piccole Antille (meticciato indigeno precolombiano.

Elaborazione Digital art , ricostruzione  del volto della giovane Caterina
Il tentativo di visualizzare il volto da diversi profili .  Metodo intuitivo di percepire i tratti anatomici essenziali


Riduzione delle idealizzazioni: texture cutanea naturale, rughe leggere, colore pelle realistico e caldo.
Queste non sono “migliorie”, ma tentativi di depurare l’arte per avvicinarci alla donna reale: Caterina di Carriacou.


Perché questo cambia tutto
Il dipinto non è un enigma: è un testamento.  Leonardo celebra le sue origini lontane: figlia di un mondo nuovo.
Ridare un volto a Caterina significa restituire a Leonardo la sua vera identità: non solo genio rinascimentale, ma erede di una doppia cultura nativa, quella precolombiana e quella rinascimentale.
Continua a seguire le decodifiche su leonardo-e-butes.org.
La Gioconda non è mistero: è una rivelazione “nativa”.
Maurizio Pecorari febbraio 2026

Comparazione tra l’elaborato e l’ originale
Sintesi tra il dipinto originale della Gioconda e l elaborato
Leonardo il primo libro dei segreti, morte e sepoltura Etabeta editore 2025

Pubblicato da Maurizio Pecorari

Artista decoratore d'arte e restauratore e saggista, le sue pubblicazioni sono: "I segreti di Leonardo, le parole svelate" e "Leonardo il primo libro dei segreti, morte e sepoltura" Gli argomenti trattati riguardano la decodifica dei codici metalinguistici utilizzati da Leonardo da Vinci. Nei suoi dipinti i segnali e simboli, conducono ad una lettura secondaria: " I codici da costellazioni" si tratta di un' invenzione di Leonardo, le forme geometriche delle costellazioni strutturano i suoi dipinti , e danno origine alle parole; da qui possiamo leggere la sua vera storia.

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