L’arrivo di Caterina a Milano e il segreto di Leonardo


Maurizio Pecorari 22 settembre 2026


Il frammento del Codice Atlantico
Tra le migliaia di fogli del Codice Atlantico, conservato all’Ambrosiana di Milano, si nasconde una nota apparentemente marginale, scritta di suo pugno da Leonardo intorno al 1480 (foglio 195 recto, ex 71r a):

«Dì, dì, dì, dimmi come le cose passano di costà, e sappimi dire se la Caterina vuole fare…»

A una prima lettura sembra un appunto epistolare, quasi un promemoria per chiedere notizie di qualcuno lontano. Ma applicando lo stesso metodo anagrammatico che ha già restituito i rebus del Codice Forster, le stesse 68 lettere si ricompongono in una frase di tutt’altro significato:

Madre Caterina commossa e più felice  me  dice  posso di vider d’isola di paesi natali 

Non più una frase generica, ma la voce di una madre commossa, che afferma di poter finalmente ritornare alla propria isola natale.

L’arrivo di Caterina a Milano nel 1493 dopo l’annuncio ufficiale della scoperta del nuovo mondo
Se questa lettura è corretta, il foglio 195 recto racconta un momento preciso: Caterina che raggiunge Milano, dove Leonardo si è trasferito nel 1482 al servizio di Ludovico il Moro. Per un uomo che porta dentro di sé il racconto mai detto delle proprie origini, rivedere la madre,o riceverne notizia diretta, dopo anni di silenzio è un evento che merita di essere fissato, ma non dichiarato apertamente: da qui la doppia natura della nota, innocua in superficie, carica di significato nella sua trama anagrammata.

La gioia di Caterina nel poter finalmente immaginare di “rivedere” la propria terra natale, l’isola, il paese, si lega a quanto già emerso nel capitolo su Caterina Butes: un ritorno, anche solo nel racconto o nel ricordo, alle proprie origini caraibiche, dopo una vita vissuta nel silenzio, lontano da esse.

Le frasi segrete di Leonardo e la prudenza del silenzio.


La prima metà del 1400 è anche l’epoca delle scoperte delle nuove terre, tenute in gran segreto dalla ” coalizione” per motivi di carattere strategici,  politici ed economici : come ho descritto, secondo le letture già proposte sull’articolo “La scoperta delle Americhe parte da Rimini nel 1448”, il potere delle famiglie coinvolte (Medici, Sforza, Malatesta, Gonzaga, Montefeltro, Piccolomini) . I de Medici avevano già iniziato a lasciar trapelare, nei dipinti-documento come la Cavalcata dei Magi di Benozzo Gozzoli, il racconto velato dei primi viaggi oltre oceano verso le nuove terre.

Leonardo fu indirettamente coinvolto dagli eventi di queste scoperte, e  fu custode a vita questi segreti, non lasciò mai traccia scritta esplicita di fatti e nomi delle vicende del potere  fiorentino.  Continuò a codificare solo nei dipinti attraverso il rebus per immagini, negli appunti attraverso un possibile anagramma. La nota del Codice Atlantico è coerente con questa prudenza, la stessa che lo porterà, per anni  a nascondere, prima nella Vergine delle Rocce e poi  nel Cenacolo il racconto delle origini della madre Caterina e di Lorenzo il magnifico. Non è reticenza per mancanza di importanza: è la misura di un segreto che riguarda famiglie potenti, nascite illegittime e un potere, quello di Roma,  coinvolto in un secondo tempo nella rivelazione delle nuove terre scoperte.

Sant’ Anna con la vergine e il bambino , l isola di Caterina Carriacou (sovrapposizione identificativa) ,  l’isola come principio creativo della forma .



Le origini di Caterina: due madri, due destini
Al centro di questo silenzio ci sono due nascite parallele. Caterina Butes, giunta a Firenze dalla sua isola caraibica (l’isola Tartaruga, Carriacou), dà alla luce nel 1449 Lorenzo, il futuro Lorenzo il Magnifico, concepito con Piero de’ Medici. È lei a partorirlo, ma non a crescerlo: il bambino resta nella famiglia Medici, mentre Caterina, un anno dopo, dà alla luce anche il piccolo Giovanni.

Questo secondo figlio, battezzato la prima volta col nome di Giovanni, che la storia ufficiale conoscerà come Leonardo, nasce invece da Dianora Tornabuoni. È lei a partorirlo, ma è Caterina a crescerlo, nascondendolo nel 1451, prima che il bambino passi formalmente nella casa dei da Vinci. Per Leonardo dunque due madri, ma con ruoli invertiti rispetto a Lorenzo: chi genera (Dianora) e chi cresce (Caterina); due famiglie che si intrecciano nel segreto, i Tornabuoni e i Vinci, custodi silenziosi di un’origine che Leonardo stesso non potrà mai raccontare apertamente, se non, appunto, in un rebus nascosto tra le righe di un foglio del Codice Atlantico , o codificate nelle complesse strutture dei suoi dipinti.

Nota: la ricostruzione qui proposta si inserisce nel percorso di lettura sviluppato nei capitoli “Le Americhe”, “Caterina Butes” e “Il racconto” del libro “Leonardo, il primo libro dei segreti”. L’anagramma è verificato lettera per lettera sul testo autografo del Codice Atlantico, foglio 195 recto.

https://amzn.eu/d/0cac8Lo5
https://a.co/d/083BTRrP

Pubblicato da Maurizio Pecorari

Artista decoratore d'arte e restauratore e saggista, le sue pubblicazioni sono: "I segreti di Leonardo, le parole svelate" e "Leonardo il primo libro dei segreti, morte e sepoltura" Gli argomenti trattati riguardano la decodifica dei codici metalinguistici utilizzati da Leonardo da Vinci. Nei suoi dipinti i segnali e simboli, conducono ad una lettura secondaria: " I codici da costellazioni" si tratta di un' invenzione di Leonardo, le forme geometriche delle costellazioni strutturano i suoi dipinti , e danno origine alle parole; da qui possiamo leggere la sua vera storia.

Lascia un commento