Leonardo da Vinci non morì in Francia: la tomba segreta a Firenze nascosta nei quadri del suo allievo


E se il più grande genio del Rinascimento avesse orchestrato la propria morte come uno dei suoi enigmi?
E se, invece di spirare ad Amboise nel 1519, Leonardo fosse tornato segretamente a Firenze per l’ultimo capitolo della sua vita?

Uomo di profilo , disegno attribuito a Francesco Melzi Firenze 1520



Uomo di profilo (disegno a sanguigna di Francesco Melzi, 1520, Firenze) È davvero Leonardo da Vinci? La data sul disegno dice 14 agosto 1520…”
La storia ufficiale contro un mistero sorprendente
Secondo i libri di storia, Leonardo da Vinci morì il 2 maggio 1519 nel castello di Clos-Lucé, vicino ad Amboise, in Francia. I funerali avvennero mesi dopo e la tomba fu in seguito profanata, con i resti dispersi. Fine della storia.
Ma guardando con attenzione le opere del suo allievo più fedele, Francesco Melzi, emerge un racconto completamente diverso: un ritorno a casa, una morte nel 1520 a Firenze e una sepoltura segreta sotto falso nome nella Basilica di Santa Croce.
I due dipinti che raccontano tutto: Flora e Vertumno e Pomona
Melzi, erede testamentario di Leonardo e suo discepolo devoto, lasciò messaggi cifrati nei suoi quadri più importanti.

Flora” (o Colombina), 1520 – Ermitage di San Pietroburgo


“Flora” (o Colombina), 1520 – Ermitage di San Pietroburgo
Una giovane dea della primavera con il seno scoperto (simbolo materno), un giglio reciso in mano (emblema di Firenze) e uno sguardo malinconico. Sullo sfondo scuro, fiori e foglie sembrano stelle nel cielo notturno. Melzi celebra qui la vita del maestro appena scomparso e invita chi guarda a scrutare “nel cielo della notte infinita”.

Vertumno e Pomona”, 1518-1522 – Gemäldegalerie di Berlino


“Vertumno e Pomona”


Pomona(divinità etrusca) e Vertumno travestito da vecchia corteggia. Ma osservando bene:
Una pietra squadrata instabile su ciottoli (“qui devi scoprire!”)
Fiori di giglio e paesaggio toscano
Un tralcio di vite che avvolge l’albero (simbolo di ritorno, pace e segretezza)


Il volto di Vertumno è identico al disegno del “profilo d’uomo” di Melzi del 1520, ma ribaltato. E su quel disegno appare chiaramente:
“1520 Adi 14 agosto Firenze de sabato ‘Leonardo da Vinci !?! “.de anni 71”
Se questo è davvero Leonardo, la data ufficiale della morte va riscritta.

Particolare dell epigrafe con dimostrazione : La scritta arancio è una sovrapposizione comparativa al nome quasi identico alla firma di Leonardo da Vinci

Il nome scritto da Melzi nel disegno é glissato, notiamo come sia sovrapponibile al nome di Leonardo da Vinci


I rebus e le costellazioni: il codice segreto di Leonardo
Melzi conosceva perfettamente il metodo del maestro: usare le costellazioni per costruire rebus e anagrammi nascosti nei dipinti.( “Codici da costellazioni ” metodo decodificato nelle mie due pubblicazioni)
Ecco alcune delle rivelazioni più potenti .


Dalla costellazione della Volpetta su Flora:
Anagramma: “E VINCI LO FE SOTTO NELLO SEPOLCRO”


Dalla costellazione di Cerberus su Vertumno:
Anagramma: “VINCI IN SANTA CROCE OCCULTO GIACE CHI ÈL BELL’OMO TAL PROBO LEO”


Altre costellazioni sovrapponibili come (Lira, Delfino, Perseo, Aquila, Leone)applicate ai due dipinti ripetono concetti simili: Leonardo giace a Santa Croce, nome occultato, “Leo Probo”, in terra toscana, con il giglio di Firenze.
Tutti gli anagrammi hanno senso compiuto e convergono sulla stessa storia.
La tomba “terragna” di Santa Croce: il rebus finale
A Santa Croce, tra le tombe monumentali di Michelangelo, Galilei e Machiavelli, ci sono anche lastre pavimentali più umili dette “terragne”.
Una in particolare, datata 1479,( questa data non indica la reale di sepoltura) appartiene a Jacobo Cocco (“viro probo” = uomo probo) e alla moglie Leonarda Carducci. L’iscrizione latina, analizzata come rebus e anagrammata da latino a italiano, produce riferimenti precisi a Leonardo, alla madre Caterina Butes e persino alla data 10/01/1451 (collegabile al suo primo battesimo).
Leonardo avrebbe progettato anche la propria sepoltura come un ultimo, geniale gioco enigmistico.
Perché tutto questo mistero?
Leonardo custodiva  legami e  segreti con le potenti  famiglie fiorentine. Il suo ritorno sotto false spoglie e un nome occultato “Leo Probo”  fu ritenuto necessario per ragioni di sicurezza politica.
Melzi, con devozione filiale, ha documentato tutto nei dipinti: il viaggio di ritorno (probabilmente via mare, date le condizioni di salute), l’ultimo anno a Firenze e la sepoltura segreta.

La tomba terragna Cocco
Analisi: ricomposizione dal latino all’ italiano

Ed ecco il risultato con tutte le lettere; sono state utilizzate in totale 128 lettere. Seguono le somme per lettere: A-14, B-5, C-11, D-5, E-7, F-1, GJ-2, I-20, L-2, M-4, N-4, O-12, P-2, Q-1, R-10, S-8, T-7, U-8, V-4, X-1.

(La “J” in italiano si trasforma in “G”, mentre la “x” prende valore numerico di 10.)

Epigrafe sovrapposta, il sepolcro di Leonardo da Vinci, rebus in latino e anagramma in italiano.

“JACOBO COCCO VIRO PROBO ET CIVI DE REP BENEMERITO LEONARDA CARDUCCIA UXOR GRATISSIMA MARITO SUAVISSIMO SIBIQ FACIUNDU CURAVIT OBIIT A. SALUTIS 1479 DIE 28 IVNIJ” (J=G).



Anagramma: “LEONARDO DA VINCI VISSI RICCO GRATO A MADRE CATERINA BUTES, CRESCO DI TUA PIA LUCE MI AMASTI CON SQUISITO GIUOCO, CAVAR I SUOI PRIMI FIORI EBBI VOTO UBBIDIR 10/01/1451”.

Rebus e anagramma dal latino all’ italiano , epigrafe a senso compiuto con data di primo battesimo


Conclusione: un genio che ha scritto anche la propria fine
Leonardo non ha lasciato nulla al caso. Ha codificato la propria vita, le scoperte e, con l’aiuto di Melzi, anche la propria morte. I dipinti del suo allievo più caro sono l’ultimo messaggio: “Sono tornato a casa, tra i gigli di Firenze, e ho scelto io come andarmene”.
Cosa ne pensate? È possibile che la storia ufficiale  sia sbagliata? Lasciate un commento e condividete le vostre teorie!
Questa é una intesi di un capitolo del libro “Leonardo il primo libro dei segreti,  morte e sepoltura” di Maurizio Pecorari.

Edizione Etabeta 2025, LEONARDO IL PRIMO LIBRO DEI SEGRETI

Pubblicato da Maurizio Pecorari

Artista decoratore d'arte e restauratore e saggista, le sue pubblicazioni sono: "I segreti di Leonardo, le parole svelate" e "Leonardo il primo libro dei segreti, morte e sepoltura" Gli argomenti trattati riguardano la decodifica dei codici metalinguistici utilizzati da Leonardo da Vinci. Nei suoi dipinti i segnali e simboli, conducono ad una lettura secondaria: " I codici da costellazioni" si tratta di un' invenzione di Leonardo, le forme geometriche delle costellazioni strutturano i suoi dipinti , e danno origine alle parole; da qui possiamo leggere la sua vera storia.

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