Leda e il cigno , questo dipinto é attribuito a Leonardo da Vinci e allievi , prevalentemente dato lo stile, al suo allievo Francesco Melzi.

Considerando il dipinto una fedele esecuzione del disegno di Leonardo, ho ritenuto necessario approfondire una lettura semiotica. Riporto questa mia decodifica come possibile messaggio di Leonardo , esattamente come ho già fatto con altri suoi dipinti.
In questo articolo presento la lettura seguendo il criterio già sviluppato nelle mie precedenti pubblicazioni, cioè Leonardo codifica nella forma dei suoi dipinti un metalinguaggio che ho definito con il termine : “codice da costellazioni”
Lo schema disegnativo segue una logica di coordinate geometriche, queste sono forme presenti in natura immutabili : “le costellazioni” . In questo dipinto Leda e il cigno, ho applicato con una sovrapposizione la costellazione del Cigno.
Questa invenzione di Leonardo che ho decifrato, ha reso possibile tramandare i suoi messaggi ai posteri, il risultato è quello il poter trasformare la forma in parola. La chiave di lettura sono le costellazioni , la traduzione avviene con rebus, cioè si forma una rosa di nomi dettata dal posizionamento dei punti stellari , con il relativo elaborato anagrammatico, otteniamo delle frasi complete.

Rebus: TRONCHI, CASA, LIGUSTRO, PUBE, FIANCO, GAMBA, TIBIA, COLLO, TIFE, CIGNO
Anagramma: LASCIATO PICCOL FIGLIO TORNABUONI, FEN CAMBIO, CHI TRAGGA BUTES.
Traduco:
Tornabuoni diedero in affidamento (a balia / nutrice) un loro figlio piccolo a una nuova madre di nome Butes.
Allora la frase «Lasciato piccol figlio Tornabuoni, fen cambio chi tragga Butes», è molto vicina allo stile rinascimentale arcaicizzante.
L’interpretazione letterale ha senso
Qui “chi tragga Butes” = colei che prese / portò con sé / allevò, Butes (cioè la nutrice o “nuova madre” chiamata Butes).
Il “fen cambio” allude al cambio di balia / affidamento / sostituzione della figura materna.
Suona come un motto o un verso del Quattrocento/Cinquecento ( a stile di Burchiello, o a epigrammi/pasquinate fiorentine, o a iscrizioni volutamente enigmatiche)
Perché funziona bene così
“Lasciato” = participio passato arcaico per “lasciato in affidamento”.
“Fen cambio” = fece cambio (arcaico Fiorentino per “fece uno scambio / diede in cambio / sostituì”).
“Chi tragga / trasse Butes” = colei che prese / portò via / allevò Butes (soggetto femminile, la balia/nutrice).
Sto parlando del piccolo Giovanni (nome di primo battesimo) ovvero di Leonardo da Vinci e Caterina la madre che lo ha cresciuto.
Come ho descritto nelle letture semantiche e metalinguistiche , emerge nella somma di tutte le decodifiche un racconto, quello che Leonardo non poteva dire in vita, lo scrisse “tra le righe”nei suoi dipinti.


Leonardo fu figlio nato da Dianora Tornabuoni, e cresciuto da Caterina giovane ragazza Kalinago di nome BUTES (blu)…
Per tutti i chiarimenti rimando i lettori alla consultazione degli argomenti descritti nel blog, se trovate interessanti queste mie letture , mettete il like.
Maurizio Pecorari
