
LA VERA STORIA DI LEONARDO DA VINCI
di Maurizio Pecorari – leonardo-e-butes.org
Metto nero su bianco, punto per punto, la vera storia di Leonardo da Vinci, come l’ho ricostruita in anni di decodifica dei suoi dipinti: overlay, rebus, analisi semantiche e confronti iconografici. Non si tratta di ipotesi, ma di verità visibili nei dipinti stessi: i simboli, i gesti delle mani, i codici delle costellazioni e le forme delle rocce lo hanno sempre dichiarato. Tuttavia, gli studiosi non sono stati in grado di decodificare.
Questa non è una ricostruzione accademica neutra: è la mia ricerca, la mia decifrazione, il mio giudizio storico. Ciò che segue è ciò che, secondo i risultati è realmente accaduto.
Prefazione: le segrete terre navigate a partire dal 1448 – De Medici-Malatesta
Nella prima metà del Quattrocento, in un’Italia frammentata ma straordinariamente fertile sul piano politico e culturale, prese forma un’unione segreta tra alcune delle più potenti signorie della penisola. Di questa misteriosa alleanza, che alcune fonti cifrate e testimonianze indirette indicano con il nome di “Coalizione” (ricavato da rebus e anagrammi nei dipinti di Leonardo da Vinci). Si hanno tracce ufficiali solo a partire dal 1459, ma le sue radici affondano almeno nel decennio precedente. Uno dei testimoni più eloquenti di questa storia, benché mascherato da rappresentazione religiosa, è la celebre Cavalcata dei Magi di Benozzo Gozzoli, affrescata tra il 1459 e il 1464 nella cappella privata di Palazzo Medici Riccardi a Firenze.
Le Origini Nascoste (1448–1477)
Le radici segrete
Nel 1448 avvenne la traversata segreta , Partì da Rimini la prima spedizione atlantica, è documentata nei codici visivi della Cavalcata dei Magi. Parte sotto il patrocinio diretto dei Medici e il comando operativo di Domenico e Sigismondo Pandolfo Malatesta.
Domenico è il “timoniere” della coalizione, Medici-Malatesta-Sforza-Gonzaga-Montefeltro, diventeranno parte integrante del progetto in un secondo momento.
La flotta malatestiana parti mascherata da spedizione commerciale levantina.
Le informazioni necessarie al viaggio furono scoperte grazie all’osservazione degli uccelli migratori. Le specie dette berte maggiori atlantiche, da millenni, migrano da luglio verso ovest, verso le terre oggi chiamate Americhe, forniranno così una direzione estremamente precisa.
La Cavalcata dei Magi di Benozzo Gozzoli (1459–1460) codifica esattamente questo evento: il flusso dei cavalieri, accompagnato da voli di uccelli, rappresenta la rotta oceanica. Le rocce gotiche fungono da mappa geografica volutamente mitigata: sono le coste di Cuba, che fu la prima isola toccata, a seguire poi le varie isole e la terraferma. Sigismondo e Domenico Malatesta sono al centro del corteo, Domenico tra Cosimo e Piero de’ Medici, è il capitano che dirige l’impresa.
Questi dettagli iconografici, uniti alla raffinata composizione dell’opera, formano un codice visivo nascosto: un linguaggio simbolico che narra la memoria di un viaggio segreto, l’esistenza di una conoscenza geografica anticipata di decenni, rispetto alla scoperta ufficiale delle Americhe.
Leonardo da Vinci e le Americhe.
Carriacou e Caterina Butes, madre di Leonardo
L’approdo a Carriacou, piccola isola caraibica, determina il momento fondamentale della storia che si lega alla vita di Leonardo e dei De’ Medici.
Caterina Butes, giovane Taíno/Kalinago, viene ceduta secondo un’usanza di alleanza tra capi: segno di sodalizio per un principe ospite.
Dalla relazione di Piero de’ Medici con la giovane Butes si concepì un figlio nell’isola chiamata “Tartaruga” o Carriacou. Il bambino nascerà durante il viaggio di ritorno, nel 1449.
Piero de’ Medici decide che il figlio nato da Caterina Butes si chiamerà Lorenzo e sarà il suo erede ufficiale. La scelta non può che essere stata dettata da un motivo preciso: Lucrezia, la moglie, non poteva generare figli.



Dianora Tornabuoni e il figlio nascosto Giovanni.
Parallelamente alle vicende dei viaggi nelle nuove terre, a Firenze Dianora Tornabuoni (sorella di Lucrezia e quindi cognata di Piero de’ Medici) portò avanti una gravidanza “illecita” avuta dallo stesso Piero.
Nel 1450–1451 Dianora diede alla luce un figlio maschio, tenuto segreto alla famiglia Medici.
Questo bambino riceve il primo battesimo materno con il nome Giovanni.
1452 – Il doppio battesimo
Il bambino di Dianora, Giovanni, viene affidato – per volontà della famiglia e per segretezza – a Ser Piero da Vinci (un giovane notaio ricco).
Per contratto, Ser Piero sposa Caterina Butes, che diventa la madre putativa di Giovanni.
Giovanni viene ribattezzato con il nome Leonardo.
Due nomi, due madri, due origini: una nativa e una rinascimentale-fiorentina.
Infanzia e primo trauma
Caterina allattò Leonardo (era ancora nutrice di Lorenzo).
Gli trasmette la sua cultura, i canti Taíno, le storie della tartaruga generatrice della vita, gli spiriti Zemi, i cieli stellati, il suo mare e la sua isola.
L’unico incontro tra i due fratellastri avvenne per volontà di Dianora: Caterina rivedrà Lorenzo una sola volta. Leonardo, bambino, è testimone di questo incontro, il disegno dell’immagine sacra: il cartone di Sant’Anna con la Vergine, Gesù e Giovanni rappresenta il ricordo dell’avvenimento.

Dopo circa quattro anni dalla nascita ufficiale di Leonardo, il padre Ser Piero da Vinci si risposa con donna Albiera. A Caterina viene tolto il figlio; il piccolo Leonardo subisce un trauma che condizionerà profondamente il suo percorso di vita.
1467–1477 – L’ apprendistato nella bottega del Verrocchio
La bottega del Verrocchio fu per Leonardo un momento straordinario di formazione artistica e non solo: quel luogo era un crocevia di personalità, umanisti e scienziati. La conoscenza delle mappe segrete avvenne presumibilmente grazie all’amicizia con Amerigo Vespucci. Leonardo scrive: «Americo mi vuol dare un libro di geometria» (dati cosmografici).
Amerigo accede alle mappe tramite lo zio, frate domenicano Giorgio Antonio Vespucci, che fu il mappatore , insieme a Toscanelli (astronomo), delle conoscenze atlantiche durante i primi viaggi dei De’ Medici nel 1448.
Tutto fu dettato dalla volontà di Leonardo di risalire alle origini della madre Caterina. Nel giovane Leonardo si sviluppò un impulso ad indagare e conoscere il mistero che avvolgeva la sua infanzia; oggi, con un termine scientifico, lo chiameremmo «il ritorno del rimosso».
Avvennero gli incontri voluti con Caterina: le sue domande furono esaudite, con le spiegazioni delle origini kalinago, del rapimento, del viaggio, del fratello segreto Lorenzo partorito durante il viaggio, dell’arrivo in terra italica, del figlio tolto e del nuovo figlio ricevuto per volontà dei Tornabuoni, dello sposalizio per procura con Piero da Vinci.
Il giudizio storico. 1478–1482 – Le mappe proibite e la Vergine delle Rocce
Leonardo si trasferisce a Milano presso Ludovico il Moro. Esegue svariate commissioni, tra cui uno dei suoi più importanti capolavori: La Vergine delle Rocce, dipinto a olio su tavola, dove codificherà le sue origini e quelle di Caterina.
Amerigo (tramite lo zio Giorgio Antonio) consegna a Leonardo le mappe caraibiche da lui richieste , due isole quella della madre Caterina Carriacou e quella di nascita di Lorenzo il magnifico la Giamaica.
Nella Vergine delle Rocce Leonardo disegna e costruisce l’impianto iconografico utilizzando la forma geografica di un’isola caraibica Carriacou.
La grotta = baia di Carriacou
La grande mano: il popolo dell’isola era denominato «delle grandi mani», per la tipica conformazioni delle due penisole.
Il drappo del ventre e la forma della roccia = tartaruga subliminale (madre universale nel mito Taíno)
Gesù con l’angelo = distacco dal figlio partorito (Lorenzo)
Giovanni (Leonardo) = figlio accolto
Il leone rampante Tornabuoni = origine materna e firma del doppio battesimo con nome Giovanni
Il rebus della mano simbolica nella Vergine delle Rocce segue
Rebus: MANO POLLICE INDICE MEDIO ANULARE MIGNOLO
Snagramma: «L’ANGELO DICE IL MIO NOME, COLPE NUMI DIANORA».





Ultimo incontro con la madre – 1493
Caterina arriva a Milano già in condizioni precarie di salute, con l’intenzione di rivedere Leonardo. Da lei arriva una richiesta di aiuto: necessitava di cure e desiderava il ritorno al suo popolo (le nuove terre, che erano ormai state ufficialmente scoperte).
Caterina muore nel 1493.
Leonardo e la madre vengono onorati dai frati Domenicani; la poté seppellire segretamente, nel vestibolo adiacente al chiostro delle rane di Santa Maria delle Grazie (oggi zona gadget).

1495–1500 – L’Ultima Cena e i codici
Nell’Ultima Cena Leonardo sovrappone elementi della Vergine delle Rocce.
Uno degli apostoli è la trasposizione simbolica di Caterina(la vergine delle rocce); i codici trascritti nella semantica del dipinto affermano che la sepoltura segreta è lì.

Anagramma:
GIÀ MANCA MADRE SAPIENZA IL TUO CORPO SEPOLTO IN VESTIBOLO
I codici stellari denunciano il tradimento del papato (Sisto IV) verso la coalizione.
Il silenzio imposto a Caterina diventa il suo giudizio storico.
L’isola della madre è il pattern compositivo del dipinto del Cenacolo: il Cristo si inserisce a perfezione nella forma della baia, le sue mani ripetono i disegni delle due prominenze ai lati della baia.

La Rinascita e l’Eredità (1509–1520)
Il Nuovo Leonardo
Il ritratto di Caterina del 1504 (la Gioconda) è il canto orfico di Leonardo, la celebrazione del percorso terreno della madre e della sua vittoria spirituale. I segni e i simboli riconducono alla cronologia della sua storia. Si tratta di un ritratto mnemonico e idealizzante; non manca il suo nome delle origini, mitigato nell’abito: «Butes», che in lingua arawak-kalinago significa «blu», il colore del mare.

1509–1519 – prima a Roma e poi in Francia
Portò con sé i codici, i diari, le mappe.
La morte ufficiale ad Amboise (2 maggio 1519) è inscenata: volle tornare alla sua terra in forma anonima. Durante la maturità fu costretto a una sorta di silenzioso esilio da Firenze, per motivi concordati legati a vicissitudini politiche e circoscritto alla città.
1520 – Il ritorno occulto in Toscana e la sua morte a Firenze
Muore il 19 agosto 1520 a Firenze come Giovanni.
Sepolto segretamente da Francesco Melzi in Santa Croce sotto il nome-codice «Leonarda», per la metalinguistica «Leo Probo», ricavata dai dipinti di Melzi.
Il disegno di Melzi «profilo di uomo», datato 19 agosto 1520 a Firenze, è il documento funerario di Leonardo, un’epigrafe mitigata riconducibile al suo nome e cognome. Anche i lineamenti sono identificabili con precisione con quelli dei suoi due autoritratti: quello a sanguigna della Biblioteca Reale di Torino e Il Musico della Pinacoteca Ambrosiana a Milano.
Il disegno fu il primo delle tre opere che dichiarano la sua morte a Firenze, mentre la sepoltura nella tomba terragna Cocchi è dichiarata a più riprese nei rebus da costellazioni, che ho decodificato nei due dipinti di Francesco Melzi: Vertumno e Pomona e Flora (1520).


Rebus : BRACCIO GINOCCHIO POLLICE VITE COLLO DRAPPO CUORE BASTONE
Anagramma: VINCI IN SANTA CROCE OCCULTO GIACE, CHI ÈL BELL OMO TAL PROBO LEO
Le opere di Leonardo non sono solo arte, ma un archivio visivo, veri documenti di una storia nascosta che gli studiosi non hanno potuto decodificare fino ad oggi.

Epigrafe anagrammata :
LEONARDO DA VINCI VISSI RICCO GRATO A MADRE CATERINA BUTES CRESCO DI TUA PIA LUCE MI AMASTI CON SQUISITO GIUOCO CAVAR I SUOI PRIMI FIORI , EBBI VOTO UBBIDIR 1.10.1451

Maurizio Pecorari
Febbraio 2026