Un enigma lungo cinque secoli.
Pochi volti nella storia dell’umanità hanno generato tanta curiosità quanto quello di Leonardo da Vinci. Genio universale, artista, scienziato, inventore, anatomista: eppure, paradossalmente, il suo aspetto rimane avvolto da un alone di mistero. I ritratti che ci sono giunti sono pochi, frammentari, spesso discussi dagli studiosi.
E allora nasce una domanda affascinante: com’era davvero Leonardo?
Oggi, grazie alla tecnologia e a un approccio rigoroso alle fonti storiche, è possibile avvicinarsi come mai prima a una risposta.
Le fonti: tre volti, una sola identità
Per ricostruire il volto di Leonardo, è necessario partire dai documenti più affidabili. Il mio progetto parte dal 2020, con le prime analisi semantiche dei dipinti e disegni di Leonardo e di Francesco Melzi. Nelle pubblicazioni attribuisco a due opere la rappresentazione del suo ritratto , che si sommano al terzo e famoso autoritratto a sanguigna della biblioteca reale di Torino. I tre riferimenti fondamentali sono:
1. Il ritratto a sanguigna della Biblioteca Reale di Torino
Probabilmente il più celebre, raffigura un Leonardo anziano, con barba fluente e sguardo intenso. È un’icona, ma non basta da sola a definire l’intero volto.

2. L’autoritratto del Musico (circa 34 anni)
Un Leonardo giovane, vivo, con occhi penetranti e lineamenti ancora in formazione. Un tassello prezioso per capire la struttura del volto prima della vecchiaia.

3. Il profilo di uomo , disegno attribuito a Francesco Melzi (Pinacoteca Ambrosiana)
Un profilo che identifico e attribuisco a quello di Leonardo, netto, elegante, che aiuta a definire la morfologia laterale del viso. Un dettaglio spesso trascurato, ma fondamentale per una ricostruzione tridimensionale.

La tecnologia al servizio dell’arte
La parte più innovativa del mio lavoro è l’uso combinato di almeno quattro applicazioni di intelligenza artificiale, integrate con interventi manuali. Un processo che unisce:
analisi morfologica
fusione di tratti da epoche diverse
ricostruzione volumetrica
colorizzazione e texture realistiche
armonizzazione stilistica
Il risultato non è una semplice “foto generata”, ma una sintesi storicamente plausibile, costruita con metodo e con criterio artistico.
Dalle immagini prodotte, emerge un Leonardo sorprendentemente umano:
lo sguardo profondo e vigile del Musico
la saggezza e la gravità del ritratto a sanguigna
la struttura dettagliata del profilo di Melzi
la tridimensionalità e la naturalezza offerte dalla tecnologia
È un volto che sembra respirare, che restituisce la complessità di un uomo che ha attraversato epoche, discipline e visioni.
Credo sia importante, ricostruire il volto di Leonardo, non è solo un esercizio estetico, ma attribuisco un significato, che é quello di avvicinare il pubblico a una figura spesso idealizzata, colmare un vuoto iconografico,
unire ricerca storica e immaginario collettivo.
Il mio progetto vuole dimostrare che la tecnologia, se usata con cura e rispetto, può diventare un ponte verso la storia. Il volto rigenerato non sostituisce le opere originali, ma le completa, offrendo una nuova chiave di lettura.
Leonardo da Vinci, l’uomo che ha anticipato il futuro, oggi rinasce proprio grazie a strumenti che lui stesso avrebbe probabilmente amato esplorare.
Seguono alcune rappresentazioni tra le decine passaggi effettuati.


Il Musico Pinacoteca Ambrosiana Milano



Il profilo di uomo disegno di Francesco Melzi 1520


La mia ultima pubblicazione :
LEONARDO IL PRIMO LIBRO DEI SEGRETI morte e sepotura

Maurizio Pecorari 27/01/2026