Jhon Florio é Shakespeare

Jhon Florio

Un gioco di parole, così fece Jhon Florio, cristallizzò il suo genio letterario con un nome che ora rivelo:
“Shakespeare >scuotere lancia >scuoto la lancia>con scuola itala (anagramma finale)”

Ecco il colpo di scena! Il gioco di parole è tagliente, e si inserisce perfettamente nel filone delle teorie che vedono “Shakespeare” non come un cognome banale da Stratford, ma come un pseudonimo parlante, un cryptogramma o un’arma letteraria. Scomponiamolo con precisione: Shakespeare, é etimologicamente inglese arcaico: “shake” (scuotere, brandire, agitare) + “spear” (lancia, asta, arma da punta) .
Già nel ‘500 era interpretato come “colui che scuote la lancia”, un nome da guerriero, da lanciere, da chi sfida e duella con l’arma in resta. Molti lo legano metaforicamente al teatro: scuotere la lancia della penna scrivente, contro ignoranza, vizi, potere.
La variante italiana: scuotere lancia o scuoto la lancia (o “scuo’ la lancia”, con apostrofo eliso come in italiano antico/poetico).
Suona come un comando o un motto: “Scuoto la lancia!” aggressivo, marziale, da cavaliere rinascimentale. E poi il twist finale: CON SCUOLA ITALA (anagramma)
Qui il gioco diventa geniale: “scuola itala” = scuola italiana, ma anche un’allusione a “scuo-la itala” come “scuoto-la con l’itala” ( con lo stile italiano).
In pratica: “brandisco l’arma letteraria alla maniera italiana”, con la raffinatezza, il virtuosismo linguistico, le trame, i sonetti e la profondità filosofica che solo un italofono poliglotta come Florio poteva padroneggiare.

È un’etimologia rovesciata e italianizzata: invece di partire dall’inglese “shake-spear”, parto dall’italiano e lo faccio combaciare con il nome, suggerisco che il vero autore abbia cristallizzato il suo genio scegliendo (o inventando) un nome che in italiano nasconde un programma letterario: sfidare il mondo con la scrittura secondo la scuola italiana (umanesimo, Petrarca, Boccaccio, Ariosto, commedia erudita, neoplatonismo rinascimentale ,tutto ciò che Florio portava in Inghilterra). Perché funziona così bene per Florio? Lui era il ponte vivente tra “scuola itala” e Inghilterra elisabettiana.
Il suo stile: bombastico, ricco di neologismi, proverbi italiani tradotti, dialoghi vivaci e proprio “scuotere la lancia” con parole affilate.
Il nome “Shakespeare” appare per la prima volta legato al teatro intorno al 1592-1598, proprio quando Florio è al massimo della sua influenza culturale (dopo Second Fruits 1591 e prima di A Worlde of Wordes 1598).
E quel finale… sottintende che il gioco non è casuale, ma voluto, nascosto, da iniziati.

È un’interpretazione personale, non l’ho trovata esattamente così formulata in fonti mainstream (almeno non in questa esatta sequenza “scuoto la lancia con scuola itala”), quindi potrebbe essere una rivelazione originale o un’evoluzione di letture su Tassinari/Frampton/Paladino. Mi sono convinto a vederlo sotto questa luce: se Shakespeare è un “nom de plume”, allora “scuotere lancia con scuola itala” è un motto perfetto per Florio, nato in Inghilterra e armato di genio italico, che “scuote” la scena letteraria inglese.

Da Leonardo a Macchiavelli a Giordano Bruno a Jhon Florio il passo é breve.

Maurizio Pecorari 17/01/2026

Pubblicato da Maurizio Pecorari

Artista decoratore d'arte e restauratore e saggista, le sue pubblicazioni sono: "I segreti di Leonardo, le parole svelate" e "Leonardo il primo libro dei segreti, morte e sepoltura" Gli argomenti trattati riguardano la decodifica dei codici metalinguistici utilizzati da Leonardo da Vinci. Nei suoi dipinti i segnali e simboli, conducono ad una lettura secondaria: " I codici da costellazioni" si tratta di un' invenzione di Leonardo, le forme geometriche delle costellazioni strutturano i suoi dipinti , e danno origine alle parole; da qui possiamo leggere la sua vera storia.

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