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LA SEPOLTURA DI CATERINA LA MADRE DI LEONARDO
Di Maurizio Pecorari
Nell’anno 2021 ho pubblicato un sito internet dove presentavo i miei primi risultati delle letture dei dipinti di Leonardo da Vinci, i contenuti delle sue opere si rivelarono alle mie analisi dei sistemi compositivi complessi e articolati.
https://www.leonardo-da-vinci-e-caterina.it

Dal 2024 al 2025 ho pubblicato due libri: “I segreti di Leonardo le parole svelate” e “Leonardo il primo libro dei segreti, morte e sepoltura” . Auto editing Etabeta
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Nelle diverse fasi della lettura semantica, dei segni, segnali e simboli si è verificata una nuova visione, l’ ho identificata con un termine: “la propedeutica di Leonardo”. All’ interno dei dipinti esistono segnali e segni-guida che ci indicano un percorso ad una lettura di secondo livello: il “metalinguaggio” ovvero i “codici da Costellazioni”.
I Codici Metalinguistici di Leonardo da Vinci: un linguaggio segreto tra scrittura, pittura e cosmologia.
Leonardo da Vinci 1451–1520 queste date non ufficiali sono il risultato delle decodifiche, ciò che sappiamo che é stato artista, inventore e scienziato, ma anche un maestro nell’arte della comunicazione segreta.
Oltre alla sua scrittura speculare e ai suoi enigmi, nei suoi taccuini e nei suoi dipinti emergono segni che non possono essere interpretati soltanto come esercizi estetici o scientifici. Questa ricerca propone l’ipotesi che Leonardo abbia sviluppato un sistema di codici metalinguistici, ovvero un linguaggio multilivello che parla di sé stesso, capace di custodire informazioni personali e storiche altrimenti “indicibili”.
Con il termine metalinguistico si intende un linguaggio che riflette e commenta un altro linguaggio. Nel caso di Leonardo, tale linguaggio si articola su tre livelli principali, che sono:
1. Scritturale – utilizzo di scrittura speculare, anagrammi, allusioni numeriche e giochi linguistici (ad es. Codici Forster, Codice Atlantico).
2. Visivo – gesti, mani, posture, abiti e dettagli architettonici come “lettere” di un alfabeto segreto, simboli subliminali
3. Cosmico – trasposizione delle figure in schemi di costellazioni o geometrie celesti, che ordinano il messaggio in forma universale.
Questa triade permette a Leonardo di registrare contenuti personali o sensibili senza esporli direttamente. ” Si trattò di intuire quale fosse la chiave d’accesso che aprisse lo scrigno dei segreti.
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IL SALVATOR MUNDI E IL CODICE DA COSTELLAZIONE
Il Salvator Mundi è stato il dipinto che ha dato inizio alla comprensione dei codici da costellazione, quella del Delphinus, viene tracciata a richiamo all’interno della sfera di cristallo, il segnale a raddoppio è visibile nella traccia del mantello azzurro che appoggia sulla spalla, per similitudine ad un delfino. La costellazione del Delfino collocata sul dipinto, forma il seguente rebus e anagramma. Il risultato é la frase significativa: rebus-“CRISTO, BENEDICE, SFERA CRISTALLO, BEZOARIO, DELFINO” anagramma – “SE CONFIDO DI ESSERE FRATELLI LORENZO TI ABBRACCIO”. L’opera fu dedicata al fratello di sangue da parte di padre: a Lorenzo De Medici
Questa invenzione Leonardo la applicò in maniera sistematica agli impianti strutturali delle sue creazioni pittoriche, lo scopo era di carattere comunicativo e testamentale. Il maestro utilizzò le forme geometriche universali delle costellazioni per dare struttura alle immagini. La funzione fu quella di creare un sistema (rebus) che da immagini si trasformi in parole. ( Dalla prima pubblicazione : I segreti di Leonardo, le parole svelate).
Descrivo cos’é il codice da costellazione: “si traccia la forma geometrica e proporzionata di una costellazione, si sovrappone il disegno del dipinto collocando oggetti e anatomie o forme architettoniche, in ogni punto stellare si fissano nomi, da qui si origina una rosa di parole che da inizio al rebus. La decodifica avviene utilizzando ogni lettera scomposta in un anagramma,
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il rebus funzionerà solo se il risultato delle frasi avranno un senso compiuto e significativo, con sintassi corretta, o con nomi e fatti.
Risulta che Leonardo utilizzò nove costellazioni a tema in alcuni dipinti ne utilizzò da due a sei costellazioni.
I molteplici risultati svelano il racconto di Leonardo, i suoi segreti indicibili che sono: “le sue origini genetiche e quelle della madre Caterina e il suo luogo di sepoltura. Nella seconda pubblicazione sarà la lettura dei dipinti di Francesco Melzi, che con l’ utilizzo dei codici del suo maestro racconta dove lo seppelli segretamente in Santa croce a Firenze.
Qui parlo solo di alcuni rebus risolti nei dipinti, dove emergono i contenuti delle frasi della sepoltura di Caterina.
Rimando ai lettori che volessero approfondire al testo pubblicato “Leonardo il primo libro dei segreti” edito da Etabeta .
LA STORIA UFFICIALE
Chi era Caterina Buti del Vacca secondo la storia ufficiale?
Caterina di Meo Lippi, chiamata anche Caterina Buti del Vacca, è conosciuta principalmente come la madre di Leonardo da Vinci. Era di umili origini, probabilmente orfana e appartenente a una famiglia di contadini.
Maternità e relazione con Piero da Vinci
Nel 1451, all’età di circa 15 anni, ebbe un figlio, Leonardo, frutto di una relazione – forse consensuale, forse forzata – con Ser Piero da Vinci, un notaio fiorentino di elevate condizioni sociali.
Allontanamento e matrimonio
Dopo la nascita di Leonardo, fu allontanata dalla famiglia di Piero. L’anno successivo, si sposò con Antonio di Piero Buti del Vacca, un ceramista soprannominato “Attaccabriga”, e insieme ebbero altri figli (quattro figlie e un figlio).
Alcuni studi – tra cui quelli del direttore del Museo Ideale Leonardo da Vinci, Alessandro Vezzosi – suggeriscono che Caterina potesse essere in realtà una schiava appartenente al padre di Leonardo, poiché “Caterina” era un nome spesso usato per schiave. Un’analisi dattiloscopica del 2006, basata su un’impronta digitale di Leonardo, ha ipotizzato anche possibili origini mediorientali di Caterina.
Le fonti storiche riportano che: Caterina visse per lo più in Toscana (Vinci, San Pantaleo, Firenze).
Non si sa molto della sua vita successiva al matrimonio con Antonio di Piero Buti del Vacca.
Secondo Giorgio Vasari e alcuni documenti ritrovati, nel 1493 Caterina si trasferì a Milano, ospite del figlio Leonardo, che in quegli anni lavorava alla corte di Ludovico il Moro.
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Restò con lui fino alla morte, che avvenne nel 1494. Leonardo stesso si prese cura delle esequie e delle spese funebri.
Quindi, Caterina arriva a Milano intorno al 1493, circa un anno prima di morire. Scritta di Leonardo dal codice Foster
Questa è la scritta di Leonardo:
“1493 a di di Santa Maria della Neve mori Caterina mia madre, d’anni 77”
Passo ora ad una sintesi del racconto emerso dopo la complessa e articolata lettura di mia pubblicazione.
IL RACCONTO INTERPRETATO DAI CODICI : CHI ERA CATERINA “BUTES”
Spiego chi era Caterina secondo le ricerche dalle mie letture semantiche dei codici Leonardeschi. Si tratta di un processo di lettura per empatia di risonanza, che si è realizzata inizialmente con semplici percezioni di forme significative, segni, segnali e simboli, la seconda fase per associazioni subliminali a raddoppio, dove si identificano realtà oggettive non concigliabili con il tema o il soggetto rappresentato. La terza fase con l’individuazione di codici metalinguistici e la conseguente decodifica : ” da immagine a parola”.
Seguono le decodifiche per immagini dai dipinti di Leonardo

Particolare della Vergine delle rocce 1484 “isola Carriacou “
Caterina una giovane ragazza rapita in una piccolissima isola di nome Carriacou, nell’ arcipelago oggi chiamato piccole Antille a nord est di Grenada. Il nome delle origini Taino di Caterina è Butes che significa Blu, il suo popolo veniva chiamato “delle grandi mani, per la caratteristica conformazione della baia. L’ isola presenta ai lati due appendici a forma di braccia e mani.
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la vergine delle rocce, l’isola Carriacou si incastra a perfezione
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I primi viaggiatori che approdarono alle nuove terre furono i De Medici e i Malatesta 1448, i viaggi furono tenuti segreti. La prima celebrazione avvenne 10 anni dopo con il dipinto che consacrava la “Coalizione delle signorie “ La cavalcata dei magi, a palazzo Medici Riccardi, dipinto da Benozzo Gozzoli 1459.
Il dipinto è la rappresentazione delle mappe dei continenti Americani, fu volutamente criptato per ragioni politiche. Le giovani terre si presentavano grandi e con ricchezze smisurate, diedero inizio per esigenze di strategia politico- economica ad un’ organizzazione segreta detta : la “coalizione” qui viene rappresentata nel dipinto. Sono riconoscibili i ritratti dei rappresentanti le varie famiglie :Sforza, De Medici, Gonzaga, Montefeltro, Malatesta.


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Caterina ovvero Butes (Blu) fu rapita e portata in nave costretta senza vestito in terra italica (rebus del Musico) .
Prima del viaggio di ritorno partorì un bambino, il padre genetico fu Piero il gottoso. Concepì il figlio come racconta in un rebus Leonardo: “in un isola di nome Tartaruga” il nome della sua isola di origine Carriacou, deriva dalla lingua fonetica Arawaki (Caraciu) ovvero termine che dato la parola occidentale Carapace oggi francesizzata essendo stata una colonia Francese.


Rebus della costellazione della Lira, la “Gioconda”e il particolare dell’abito alla moda spagnola detto Camora, dove si intravede il nome glissato Butes



All’arrivo in Italia le fu tolto il bambino, che venne chiamato dai De Medici “Lorenzo”
Lei venne affidata alla famiglia Tornabuoni
Dianora Tornabuoni sorella di Lucrezia moglie di Piero de Medici ebbe un figlio avuto da un rapporto con lui, la sua nascita venne tenuta nascosta a Piero . Lo battezzarono con il nome Giovanni (rebus di Sant’ Anna con Maria Gesù e l’agnello)e per ragioni di famiglia decisero di darlo in adozione ad un “giovine ricco” il notaio


Rebus:
“NIBBIO GAMBA SPALLINA GOMITO ASCELLA GINOCCHIO VISI CUORE CODA MANO ORECCHIA TIMONIERE ROCCIA.”
Anagramma:
ASCOLTO IL SEGRETO,CHI MI GENERÒ DIANORA , CHIAMA ME GIOVANNI O PICCOLO BAMBOLINO BOCCUCCIA ROSA.”
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Piero Vinci che per contratto dovette sposare la giovane ragazza Caterina . Il Vinci lo ribattezzò con il nome Leonardo, Caterina crebbe il bambino in solitudine e “squisito giuoco”.


Sono riportati gli esempi di rebus che raccontano del rapimento di Caterina
Il Musico, Leonardo (autoritratto) rebus da costellazione, Lyra e Leone
Lyra
Rebus: OCCHIO, MASCELLA, VESTALE, CAMICIA, DITA, CARTIGLIO
Anagramma: SVELO CHI È MIA MADRE CALATA TOCCA ITALICI SCOGLI
Leone
Rebus: GHIANDO, ZIGOMO, LABRA, SPALLA, VESTALE, ABITO, CAMICIA, SPARTITO, DITA
Anagramma: LA MADRE RAPIVA OBBLIGATA SENZA L’ ABITI DAL SI CHIAMATO GOTTOSO
Un rebus presente nel libro descrive un fatto significativo: quando Caterina intuisce che Ser Piero si risposerà con donna Albiera e che gli toglieranno il piccolo Leonardo, tenterà un gesto estremo, una fuga a cavallo con il piccolo Leonardo in Umbria (dal rebus del Cenacolo)
Un altro episodio riferito a Caterina, emerge dai racconti criptati di Leonardo, nel dipinto di Sant’ Anna con Maria Gesù e l’agnello, in relazione al cartone preparatorio il racconto è il seguente: “Dianora fece incontrare una sola volta Il piccolo figlio che le fu tolto Lorenzo , il piccolo Leonardo fu testimone del fatto”. (Ricordo d’infanzia)

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Queste mie affermazioni sono i risultati di tutte le letture semantiche, e metalinguistiche, la partenza fu il principio di individuazione di alcune tracce simboliche, identificate come l’isola Carriacou. La possiamo vedere oggettivamente nei dipinti di Leonardo a partire dal 1483, gli elaborati che seguono identificano la sua forma subliminale come il principio generativo della forma, Leonardo ha utilizzato la forma-isola per dare struttura alla Vergine delle rocce a Sant Anna con Maria e Gesù, e al Cristo del Cenacolo



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Caterina nel 1493 raggiunse a Milano Leonardo, credo fermamente che il suo intento fosse quello di ritornare alla sua isola, e chiedere a Leonardo una possibile intercessione da parte degli Sforza, un anno dopo 1493 morì a Milano.
I rebus identificati e le relative decodifiche, hanno indicato a più livelli che la sua sepoltura avvenne in Santa Maria delle grazie.
Il primo risultato si è manifestato nel ritratto di Caterina (Gioconda)

La costellazione di Cerberus i punti finali delle rette e le interruzioni corrispondono a stelle
Questa é la trascrizione delle parole con l’anagramma da costellazione di Cerberus (custode dei morti):
Rebus:
“OCCHIO, NASO, CATERINA, DELFINO, MARE, MANO, PONTE, CIELO”.
Anagramma:
“CI FECI SEPOLTA MADRE IN CENACOLO MI HANNO ONORATO”.
Nel 1493, Leonardo fece seppellire Caterina nel luogo in cui stava realizzando una delle sue opere più importanti, il CENACOLO, a Santa Maria delle Grazie, a Milano, probabilmente nel chiostro adiacente detto dei Morti?
Nella Gioconda, Leonardo celebrò la figura della madre Caterina e le analisi finora condotte dimostrano e certificano, grazie a più segni e simboli, la sua identità.
Il secondo risultato è meno approssimativo ed identifica una stanza della sepoltura della madre.
Una prova di sovrapposizione della costellazione di Cerberus nel dipinto del Cenacolo, ha dato il seguente risultato.
Nella foto, i punti luminosi delle otto stelle sono rappresentati dal termine delle rette e dagli spazi interrotti; come per il ritratto la Gioconda, anche nel Cenacolo Cerberus identifica la sepoltura.
La domanda è in quale locale a Santa Maria delle Grazie?
La mappa stellare indica con precisione le parti anatomiche, architettoniche e il vestiario con i seguenti nomi.
Rebus:
“BEZOARIO, INDICE, PALMO, MIGNOLO, POLSO, VESTE, PARASTA, TUNICA”.
Anagramma
“GIÀ MANCA MADRE SAPIENZA IL TUO CORPO SEPOLTO IN VESTIBOLO”.

Il terzo risultato è un rebus sempre nel dipinto del Cenacolo con l’utilizzo della costellazione del serpente
Rebus:
“INDICE, BEZOARIO, SPALLA, PARASTA, VESTITO, DE, MANI”. (Il termine DE sta per moto da luogo o gesto della mano)
Anagramma:
“SEPOLTA IN PAVEO SACRESTIA, MADRE DONI LETIZIA B”.
La lettera “B” credo sia la volontà di rendere identificabile il suo
nome di origine: Butes.

A Santa Maria delle Grazie forse si riferisce alla vecchia sacrestia del Bramante? penso fosse ancora in fase di costruzione in quell’ anno di morte di Caterina. Come intuisco da queste sue frasi, esiste a pavimento una pietra tombale con la dicitura “MADRE DONI LETIZIA B” ?
Questi indizi che si ripetono creano la certezza , la volontà di Leonardo di lasciare la testimonianza della storia di Caterina e il luogo di sepoltura .
Cercai di capire nei giorni e mesi successivi in quale stanza poteva essere sepolta , feci anche un sopralluogo in Santa Maria delle grazie, parlai delle mie ricerche con un frate addetto alla vendita dei libri , ma non ci fu nessuna risposta o indizio .
Alla fine di agosto 2025 feci alcune visioni di immagini e video che documentavano dei restauri di una piccola sagrestia, avvenuti nell’’anno 2006 in Santa Maria delle grazie In questa stanza furono rinvenute le tracce di un piccolo dipinto, con la figura di una madonna con manto , raccolto al centro del petto da una pietra , la stessa immagine della Vergine delle rocce ma con il volto e spalle rivolte al fianco sinistro , ma anche la stessa immagine della figura alla destra di Cristo nel Cenacolo.
Fu un indizio fondamentale, ebbi la sensazione di aver individuato la stanza della sepoltura Questa sacrestia adiacente alla basilica era sicuramente una canonica antica un primo nucleo di un vestibolo adibito ai cambi dei paramenti sacri cerimoniali , le frasi dei rebus erano associabili alla tipologia di ambiente , e le tracce del dipinto era un’ ulteriore prova . Pensai che certamente poteva essere plausibile che Leonardo dedicasse un dipinto celebrativo al luogo di sepoltura della madre.
Piantina della piccola sagrestia adiacente alla basilica



A volte succede, quando si pensa di avere la sensazione di aver raggiunto l’obbiettivo, la visione si amplifica e si sposta l’attenzione ad altri indizi. Generalmente le analisi vanno fatte su più livelli, é doveroso considerare Leonardo pittore ma anche scrittore, e comprendere il significato di alcuni scritti, le poche righe che raccontano della madre, completano il quadro finale .
IL CODICE FOSTER E IL REBUS
Leonardo fu uno scrittore instancabile e annotava avvenimenti della sua vita , riguardo Caterina abbiamo alcuni scritti che parlano di spese fatte per lei , del suo arrivo a Milano e della sua morte. In particolare nel codice Foster (British Library, Codex Forster II, fol. 93r) contiene la famosa annotazione di Leonardo:
“A dì di Santa Maria della Neve morì Caterina mia madre, d’anni 77, 1493.”
Santa Maria della Neve corrisponde al 5 agosto.
Secondo le cronache ufficiali, la madre di Leonardo (Caterina di Meo Lippi, contadina di Vinci) sarebbe nata verso il 1435. La domanda immediata fu: Se fosse morta nel 1493, non avrebbe avuto 77 anni ma circa 58 ?
Questi numeri 77 furono discussi da studiosi che congetturato ad errori di scrittura , Leonardo era sempre molto preciso, difficilmente tralasciava errori così grossolani , figuriamoci per la scritta della morte della madre.
Proviamo risolvere un mistero:
E se fosse un errore voluto da Leonardo per trarre all’ attenzione il lettore , una parola che stimola alla domanda: qual’é il significato?
La prima domanda è: se fosse un rebus di parole per esprimere qualche altro tipo di messaggio?
Se si procede utilizzando la stessa tecnica di scomponimento delle frasi per ricomporle in un anagramma si ottengono i seguenti risultati :
Prova N1
Come partenza traduco in lettere il 77, e il 1493 rimane essendo una data reale.
Rebus:
1493 a di di Santa Maria della Neve mori Caterina mia madre, d’anni settantasette
Anagramma:
In Santa Maria misi Caterina alla terra, da mediante si vedi de testa e manto 1493
N2
In Santa Maria Caterina mia me diedi alla terra, la vedon da se di testa e manto 1493
N3 In Santa Maria Caterina mia diedi men alla terra, da sé la vedon di manto e testa 1493
Questi sono alcuni risultati possibili, l’indizio è il richiamo all’immagine dipinta all’ interno della sacrestia.
LE GRAZIE IL LUOGO GIUSTO
A Milano 1493 Leonardo è a servizio di Ludovico il Moro dal 1482.
Santa Maria delle Grazie è il grande cantiere spirituale e politico del ducato sforzesco: nel 1492 Ludovico ordina a Bramante di ricostruirne il coro e l’abside. Il convento domenicano è il fulcro della predicazione e della memoria dinastica degli Sforza.
In questo contesto Leonardo vive a pochi passi dal convento e frequenta la comunità: sarà chiamato a dipingere l’Ultima Cena proprio nel refettorio. Se Caterina muore a Milano, ha senso che venga sepolta in un luogo sacro vicino a Leonardo.
Santa Maria delle Grazie, appena rinnovata e in espansione, era il luogo ideale per una sepoltura “protetta”: cappelle laterali con committenze private, tombe di famiglie e personaggi legati alla corte.
La cappella che indico con la X nella pianta é potenzialmente un piccolo spazio sepolcrale, discreto, ma significativo.
Nel codice Foster, Leonardo sceglie di annotare non solo la data ma la festa liturgica: Santa Maria della Neve (5 agosto).
È un modo di dire “sotto il manto di Maria” è una tipica espressione funeraria e devozionale.
Santa Maria delle Grazie è già di per sé un santuario dedicato a Maria come avvocata e protettrice. Quindi l’indizio doppio: la Neve come data, Le Grazie come luogo.
La scrittura segreta:
Leonardo amava i giochi criptici: scrittura speculare, rebus visivi, anagrammi.
La frase può contenere un messaggio velato: non solo “mia madre è morta”, ma “qui riposa, in un luogo mariano preciso”.
Con il lavoro degli anagrammi mostro che parole come terra, manto, testa compaiano naturalmente, evocando sepoltura e funerale.
Sarebbe una sorta di epitaffio segreto nascosto tra le carte, comprensibile solo a chi sa decifrare
Perché Le Grazie è logico?
Leonardo lavorava lì, poteva vegliare sulla memoria della madre.
La cattedra convento domenicano prestigioso, legato agli Sforza, quindi fu una sepoltura discreta, non ufficiale, non registrata nei grandi registri nobiliari , perfettamente coerente con Caterina, figura di umili origini nella vita pubblica, ma centrale per Leonardo. La frase che emerge dal codice da costellazione : “Ci feci sepolta madre in Cenacolo mi hanno onorato” racconta il senso dello stretto legame di stima che ebbe Leonardo con i frati Domenicani.
In Conclusione tutto converge: La nota del codice Foster non è semplice cronaca , è un messaggio cifrato.
Il riferimento a Santa Maria va letto non solo come festa ma come luogo concreto: Santa Maria delle Grazie, l’affresco sbiadito della Vergine é una traccia materiale.
Leonardo, con discrezione, avrebbe affidato alla scrittura speculare e agli enigmi da rebus da costellazione ,ciò che non poteva dire apertamente: che la madre Caterina riposa proprio lì, sotto il manto di Maria, alle Grazie.
La menzione della festa di Santa Maria della Neve non è solo una data, ma la chiave simbolica. Rimanda a un luogo preciso: Santa Maria delle Grazie a Milano.
Le sue creazioni pittoriche quindi non solo opera iconografica o religiosa, ma anche archivio segreto della memoria familiare di Leonardo
Maurizio Pecorari venerdì 12 settembre 2025
Testi Pubblicato: “I segreti di Leonardo, le parole svelate” 2024 Etabeta
“Leonardo il primo libro dei segreti, morte e sepoltura “ 2025 Etabeta


