Leonardo e il libro di geometria di Amerigo Vespucci

Un nuovo anagramma nel Codice Arundel di Leonardo da Vinci

di Maurizio Pecorari


Il codice Arundel Leonardo da Vinci

Da quando ho iniziato a leggere i dipinti di Leonardo con il metodo, un nome è tornato più di ogni altro, disseminato in forme, pattern compositivi e rebus per immagini: Caterina. Non la Caterina della biografia ufficiale, contadina di Vinci e madre naturale del pittore, ma una figura più complessa, le cui origini ho ricostruito passo dopo passo nel mio libro “Leonardo, il primo libro dei segreti”: una donna nata su un’isola caraibica, chiamata dai popoli Kalinago “Tartaruga” — l’attuale Carriacou,  e giunta a Firenze attraverso una rete di rapporti che coinvolge Piero de’ Medici e la nascita di Lorenzo il Magnifico.

Nella Vergine delle Rocce inizialmente ho individuato i rebus  per immagini, i segni segnali e simboli, descrivono come Leonardo codifica i suoi messaggi,  da qui possiamo leggere le sue origini genetiche legate alla famiglie Medici e Tornabuoni. L’ulteriore  passo avvenne  dopo la complessa decodifica  dei codici da costellazioni, che hanno reso la lettura più dettagliata del racconto delle origini di madre Butes, cioè Caterina. Lei generò Lorenzo detto il magnifico su un’isola chiamata Tartaruga.

Nella Cavalcata dei Magi di Benozzo Gozzoli, individuo  la mappa del nuovo mondo  nascosta  tra le rocce, e il viaggio segreto  dei Medici e Malatesta, a partire dal 1448.

In questo articolo tratto la decodifica di una nota scritta da Leonardo da Vinci nel codice Arundel.

Un metodo esteso dalle immagini alla scrittura: il Codice Arundel e Amerigo Vespucci

Un  appunto autografo di Leonardo, questa volta nel Codice Arundel (foglio 132), racchiude nella mia lettura, il racconto delle origini di Caterina, cioè delle isole da cui la donna proveniva. È l’unico riferimento diretto e nominale di Leonardo ad Amerigo Vespucci in tutti i suoi manoscritti: la prova di un contatto reale tra i due fiorentini,  anni in cui  Leonardo e Vespucci  condividevano la giovinezza

Amerigo Vespucci non fu solo un viaggiatore la sua formazione in geometria, astronomia e cosmografia,  le stesse discipline richiamate nell’appunto di Leonardo, gli venne dallo zio fra’ Giorgio Antonio Vespucci, domenicano del convento di San Marco a Firenze, umanista e bibliofilo e cartografo,  custode di una delle più importanti biblioteche private del suo tempo. Fra’ Giorgio Antonio fu anche precettore di Giovanni e Lorenzo di Pierfrancesco de’ Medici, cugini di Lorenzo il Magnifico: un legame diretto, ancora una volta, con la casata medicea che attraversa tutta questa ricerca.

La frase originale, nell’italiano del tempo di Leonardo, è:

«El Vespuccio mi vol dare uno libro di gioemetria»

[Immagine: Codice Arundel, f. 132,  l’appunto su Amerigo Vespucci]

Applicando alla frase lo stesso metodo anagrammatico già impiegato (codici da costellazioni)per i dipinti, ricomponendo cioè le stesse identiche lettere in un nuovo ordine, senza aggiungerne né toglierne alcuna,  la lettura che ho individuato è:

«Muove mi vedergli l’isole di Caterina,  rubo copio, »

Seguono le immagini delle sovrapposizione dimostrativa dell’ isola di Caterina,: “Carriacou”. Nei dipinti di Leonardo da Vinci é possibile  riconoscere nelle costruzioni  iconografiche la sagoma dell isola, come “principio della forma”. Appare questa isola per la prima volta nel dipinto della “Vergine delle rocce 1483.

Un doppio racconto nella scrittura privata di Leonardo

lo stesso soggetto nascosto: Caterina la madre, Leonardo racconta e cela le sue origini sia nei dipinti, sia nell’ appunto apparentemente privo di senso, per un libro di geometria promesso da Vespucci. La sua amicizia diventa l’occasione, per conoscere la terra di origine  della madre.

Che il nome di Vespucci,  cresciuto all’ombra di uno zio domenicano, umanista, cartografo, maestro di geometria, legato agli stessi De Medici che compaiono ovunque in questa mia ricerca, sia lo spunto per un pensiero rivolto ancora a Caterina e alle sue isole, è forse la conferma più diretta di quanto quel ricordo fosse per Leonardo un pensiero costante, pronto a riaffiorare a ogni occasione e lasciare traccia di una storia indicibile in vita.

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Maurizio Pecorari

Pubblicato da Maurizio Pecorari

Artista decoratore d'arte e restauratore e saggista, le sue pubblicazioni sono: "I segreti di Leonardo, le parole svelate" e "Leonardo il primo libro dei segreti, morte e sepoltura" Gli argomenti trattati riguardano la decodifica dei codici metalinguistici utilizzati da Leonardo da Vinci. Nei suoi dipinti i segnali e simboli, conducono ad una lettura secondaria: " I codici da costellazioni" si tratta di un' invenzione di Leonardo, le forme geometriche delle costellazioni strutturano i suoi dipinti , e danno origine alle parole; da qui possiamo leggere la sua vera storia.

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